.: Polvere di vento :.

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Vie di mezzo

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Mi è venuto da pensare. E mi è venuto da pensare che la mia generazione probabilmente sarà ricordata come una generazione di passaggio. Noi nati negli ultimi stralci degli anni 80, noi che degli 80 non abbiamo visto, o non ci ricordiamo nulla, ma che abbiamo foto con mise improbabili, che bastano a giustificare la nostra appartenenza ad un mondo scomparso. Noi che, se tua sorella non portava i fouseaux lilla con il piedino, allora di sicuro aveva almeno un paio di sandali aperti davanti, rigorosamente da indossare con calza bianca. Oggi girare per i negozi di giocattoli mi fa tristezza. Mi ricordo, e ne parlavo ieri, di un gioco stupendo in cui, con una canna da pesca di plastica, dovevi pescare pesci meccanici dall’aria famelica, che, a tempo, aprivano e chiudevano le loro bocche dentate. E la canna non era neppure di quelle con la calamitina in fondo, era il primo modello, quello senza optional, come la bambole. Bambole che aprivano e chiudevano le palpebre e allora ci sembravano dei miracoli tecnologici, mentre ora sono più impegnative di un bambino vero. Mi ricordo l’invidia per un amico che aveva il Nintendo 64, questo mastodonte che conteneva l’immancabile prima versione di Super Mario e se eri fortunato anche il gioco di caccia all’anatra, con pistola joystick annessa. Mi ricordo delle cassettine degli Aqua in gita in quinta elementare, e quell’unica persona in tutta la classe che aveva la cassetta originale, quella con la copertina e i titoli scritti dentro, e i due buchi per poterla chiudere. Mi ricordo dei capelli improbabili del tastierista e di programmi come Solletico, cartoni come i Biker Mice o Heidi. Mi ricordo di quel giorno alle medie quando ho comprato il mio primo cd, e la scelta era abbastanza obbligata. Poteva essere il festivalbar, in versione rossa o blu, oppure le Hit Mania Dance Champion che, non ho mai capito perchè aveva sempre la data sbagliata. La compravi nel 1998 e si chiama Hit Mania 1999, quando dopo due mesi tutti si sarebbero scordati le canzoni che c’erano dentro. Ma andava bene così, perchè allora si ascoltava quello, a meno che tu fossi femmina, e quindi maniacalmente devota alle Spice, ai Backstreet o ad una qualsiasi boyband di cui avresti perso le tracce dopo qualche mese. In fin dei conti mi ricordo di un ragazzino pazzo per la musica, che dopo sbandamenti per il rock pesante e la dance tamarra, trovò l’amore della sua vita nell’hip hop e cominciò a comprare qualsiasi disco, da 2Pac agli Articolo, passando per i Run DMC e la G Unit, invidiando il ragazzo coi pantaloni larghi, perchè ancora pensava che fossero quelli a renderli tanto diversi dal resto del mondo. Mi ricordo il giorno in cui, in un angolo di una libreria trovai una piccola guida di quelle del tipo “I migliori dischi di sempre”, che ancora conservo come un tesoro, da cui ho imparato molto più che da alcuni libri di scuola. Infine mi ricordo delle ore che rubavo ai libri, perchè era nata RIN e un dio chiamato BUS era sceso in mezzo a noi, portando ventate di hip hop che mai avevo sentito così nitide. E mi ricordo del “gusto di scartare un nuovo disco”, come dice quel pezzo degli Hugaflame “scoprire le sfumature che al’inizio non hai visto” e dei mesi ad aspettare il disco di Mista, che non usciva mai. E mi ricordo, guardando quella fila interminabile di dischi di fianco allo stereo, chiedendomi che gusto ci sia nell’avere mp3 intangibili, chiusi in qualche disco fisso. Mi ricordo dei tempi in cui compravo il mio primo disco e forse per questo odio gli mp3. Non che non scarichi, ho troppo amore per la musica e troppi pochi soldi per soddisfarlo, ma non farò mai parte di quella generazione che di un disco ascolta solo un singolo in mp3. Io il disco lo scarico tutto, mi compra il cd da masterizzare con la copertina larga, ci stampo copertina e retrocopertina originale, magari pure l’interno e sto a guardare i titoli mentre scorrono le note, perchè senza mi mancherebbe qualcosa, perchè voglio poter scegliere di mettere quella canzone che mi piace, guardando sul retro il numero della traccia.

Written by tmonk

3 febbraio 2008 a 3:48 pm

Pubblicato su hip hop, parole

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4 Risposte

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  1. SEI SEMPRE IL SOLITO…I TUOI INTERVENTI MI FANNO UNA SENSAZIONE STRANA…KISS SIL

    SIL

    3 febbraio 2008 at 10:12 pm

  2. ….già!

    Mi ritrovo molto in quello che hai scritto. Non sono un patito di Hip Hop, ma per tutto il resto avrei potuto scrivere dei pensieri molto simili.
    Forse è ancora presto per sentire parlare dei mitici anni ’90, ma è questione di moda e di tempi, ma stai sicuro che non tarderanno ad arrivare. quand’eravamo piccoli erano mitici anche gli anni ’50. adesso questi sono troppo vecchi, e anche gli anni ’60 perdono colpi, invece gli 80 guadagnano.

    Il tempo passa, e noi, impotenti, staremo a vedere come andrà a finire..

    giosafat

    4 febbraio 2008 at 12:10 am

  3. @ Giosafat hai ragione è ancora presto, ma immagino che primo o poi qualcuno inizierà a scrivere della sua infanzia, e sarà qualcuno nato nel nostro periodo…penso che sia così che un decennio diventa mitico…

    T-Monk

    4 febbraio 2008 at 11:59 am

  4. @ sil, uhm…sei la seconda che me lo dice in due giorni. Sto iniziando a preoccuparmi seriamente.

    T-Monk

    4 febbraio 2008 at 11:59 am


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