.: Polvere di vento :.

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Insomnia

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E’ più forte di me, non riesco a dormire e quindi scrivo. E nel mio scrivere ricerco pensieri isolati, che per uno strano meccanismo psicologico sono stati rimossi, portando con sè sogni strani e disarticolati. La ridondanza è stata vinta dall’accumularsi di nuove situazioni e nuove visioni, riempita da altri item da ricordare. Ho passato minuti avvinghiato al tubo freddo di un ponteggio al secondo piano, solo per ammirare il sole tramontare, e non mi sono chiesto perchè lo facessi. Tutta via la domada si pone incessante ora, perchè lo fai? Chi ti spinge. Cerchi motivi che non sai di poter trovare e non li vuoi conoscere. E così una boccia tira l’altra, senza precisione alcuna nè intento, di modo che ogni tiro sembri buttato via come il precedente, e paia ancor più stupefacente quel tiro fortunato con cui ne hai abbattuti nove. Lo schermo lampeggia immagini irridenti, che si beffano del mio non scegliere. Nei turbinii in cui mi avvolgo vedo Omero fuoriuscire dalla bolge infernali, per mano al più fortunato Stazio, Montale e Leopardi prendere il sole su una spiaggia e dare vita ad un nuovo Incontro, ben più vivo di quello con la defunta Silvia. Oramai è andata Giacomo, lasciala riposare. No Eugenio, non posso, la mia vita s’è dipartita con lei, ed ora che rimango io, se non fumo e ossa fragili? Con che diritto m’arrogo la possibilità di chiamarla in vita poi, come tu con la tua Arletta, pallida dimora dei tuoi dubbi. Non negare, sai che è vero. I flutti del mare non ti daranno mai ciò che cuor ti nega. Gli scogli sono franti dagli spruzzi e la risacca si muta in maroso. E’ come se il mare avesse preso coscienza della insania degli uomini che popolano le sue sponde, deciso a distruggere l’essere dal suo principio all’ennesimo. Parole si affastellano tra il mugghiare della spuma e corpi bagnati escono, posando i piedi sulla passerella. C’è il rischio di farsi del male, di tagliarsi con i ciottoli appuntiti del lido. Attenta cara, qui, ecco metti qui il piede, lascia che ti aiuti. Ti schermisci, non vuoi eppur desideri. Che brama la mortal plebe se non un sorriso tuo? E mi figuro Machiavelli, nel suo andare pellegrino per le selve, un Beccaria nella tasce, passa di luogo in luogo, cercando una verità che non ha mai posseduto. Le pietose armi della mia veglia insonne sono solamente i battiti e il tichettare continuo delle dita su tasti di cui neppure guardo più la corrispondenza. Trattasi di automatismo psicologico, come la guida, come l’aspettarsi qualcosa da qualcuno solo perchè già lo si è atteso con successo. Sorridi, o qualcosa mancherà a comporre il puzzle di questa giornata. E come puoi per messaggi, con quel ‘baci’ in fin di frase, che dice tutto o nulla. Non dipende da te, ma da me, da ciò che penso nel momento in cui leggo, da ciò che pensi nel momento in cui scrivi e da come voglio leggere ciò che hai dato per certo, fraintendendolo nel migliore dei modi. Svelati musa silvana di queste parole insonni, e ferma la mano, che più non sa ciò che va scrivendo. Dà un senso all’informe accumulo o cancellalo con veloce pressione di quel pulsante, piccolo, unico, impassibile assistente ad operazioni di fatica tenace. Ebbene, ricostruirò il tempio in tre giorni, poichè informe è nella mia testa la sua forma, e facile il ricreare ciò che in sè non esiste. Una ragione sarebbe sufficiente, mi domando. Ci fosse. Una. Parole abbozzate e discorsi riportati, che mai fanno capire quanto abbiano di vero, non permettono alla tua immagine di traspirare, mentre la sua si staglia nitida davanti a me, scrigno di incertezze che so di poter svelare e belle verità da scoprire. Non credo più, le favole sono andate con il tuo volto, che si fa fosco nell’aria di questa notte gelida. Il ghiaccio ammanta le strade e le cose, la brina copre i prati. E domani è un altro giorno, ma domani è già oggi. Nulla allora può darsi per perduto se prima che la fine giunga è già una nuova nascita, e ti saluto con pensieri solo miei, che mai forse verrai a conoscere, perchè ignoti a me stesso.

Written by tmonk

11 dicembre 2007 a 9:56 am

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