.: Polvere di vento :.

Questo Blog non crede ai figli di puttana che ci governano

Apologia di un nulla di fatto

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Ansia di dimostrarmi, e l’odio. Eppur la cerco. Aneliti di passi nella notte, mentre le ruote ti conducono su sentieri che percepisci tuoi, conosciuti e cari. Voci amiche dal sedile accanto a te, e discorsi facili a quell’ora di notte. E il pensiero dice le mie parole? Le mie parole? I miei pensieri? Chi dei due? Quale prima? E tutto è confuso, o è solo la patina lieve di ghiaccio che occlude la tua visuale. A toglierla basta una vecchia tessera del telefono, sfregata su e giù sul parabrezza. Sono i ricordi a condurre l’affezione, pochi, ma già parti di vite un poco mutate, da eventi comuni. Il dubbio rimane imperturbato. E il lasciarlo trasparire è simbolo della tua umanità che si svela. Un crepière silenzioso, la mano che gira sul disco, come la puntina di vecchi grammofoni. Gesti compassati e di calcolato e effetto. Poi il buio di una sala, e il non pensare a nulla per una, due ore forse. Risvegliarsi dal sonno, o dal sogno, per ricordare, per brevi attimi, per lunghi secondi. Poi il tepore di un guanciale e quel bruciore laggiù allo stomaco che non sai cos’è, che se te lo chiedessi sarebbe troppo palese per volerlo capire. E la nebbia che t’avvince di nuovo, e si svela, offuscando dubbi e illusioni in un sonno ristoratore.

Written by tmonk

9 dicembre 2007 a 11:38 pm

Pubblicato su quote-idianity, windy breath

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