Doll
questa settimana ti ho già scritto parecchio anche se non ho mai avuto la forza di inviarti le mie missive. Forse perchè poco era quello che avevo da dirti, forse perchè neppure sapevo se ti interessava starmi a sentire. Sta di fatto che mi ritrovo ancora qui, a battere sui tasti, chiedendomi il motivo per cui io lo stia facendo.Gli ultimi giorni sono trascorsi in leggerezza, con poco da fare, se escludiamo una delle eventualità più remote da collegare alla mia persona, tagliare i capelli.Ti chiederai cosa mi abbia spinto a prendere questa drastica decisione e la risposta è il vento, quello stesso vento che alle volte vedo scompigliarti i capelli e che mi provoca dolorose fitte allo stomaco, forse anche un po’ più sotto ma non è bello dirlo.Pensavo a quei tuoi ricci scomposti oggi, mentre scrivevo, e pensavo al fatto che sei, lontana da questo eremo in cui mi sono venuto a ritrovare. Sentivo i rumori del pase, steso nell’inerzia di un sabato sera qualunque, eppure mi compiacevo di quel senso grande di normalità e di conosciuto che riusciva a darmi. Tutto questo, ti chiederai? Forse meno. Ma è difficile separare pensieri e reale in certe ore del giorno.Termino qui la mia lettera, rassicurandoti, tutti stiamo bene e tutto continua come al solito.
Rispondimi presto.
B.J.












