Archive for Aprile 2008
Skate it Up!
Riflettendo sulla mia inattività
Immagino sia oramai abbastanza chiaro che questo blog si è preso una pausa.
Perchè?
fondamentalmente perchè paradosso vuole che più ho da fare meno ho da scrivere e in questo periodo tra la preparazione del recital, le prime pagine studiacchiate per la sessione di esami di giugno e gli impegni in generale mi rendo conto di non avere più il tempo da dedicare al mio piccolo rifugio online.
ho come l’impressione che le persone colpite da questa mia mancanza non siano moltissime (il che mi rallegra) e che non rimarranno a lungo a bocca asciutta.
Anche qui il perchè è presto detto, perchè il sottoscritto si ritrova afflitto da parentesi da grafomane soprattutto in periodo di esami, motivo per cui oltre a dedicare qualche parola (o più di qualche) per il giornalino dell’oratorio potrei anche scrivere molto e sottolineerei molto su queste pagine, anche se temo che comunque sarò l’unico a comprendere il senso dei sproloqui.
Non che questo mi dispiaccia
.
Torno al mio libro di T&TdCdM (no non ve lo dico che cos’è…se siete curiosi chiedete).

Un buon motivo per vedersi “The Departed”
Previsioni meteo
ATTENZIONE! QUESTO POST E’ STATO SCONFESSATO DAL SUO CREATORE, IN QUANTO TRATTA UN ARGOMENTO POLITICO, CONTRAVVENENDO ALLA PRIMA LEGGE DI AUTOGESTIONE DA LUI STILATA, CHE RECITA:
“per nessun motivo, salvo momentanea deficienza mentale e/o nel sistema nervoso preposto all’autocontrollo, questo blog tratterà tematiche politiche, visto e considerato che tali tematiche in questo paese posseggono lo stesso distruttivo potere delle discussioni sul derby e che per incazzarsi nella vita c’è sempre tempo e modo! Se conoscete voi stessi, o per interposta persona, politici, ringraziateli da parte mia: se il paese più grande che la storia e la cultura ricordino è ridotto ad un covo mafioso la colpa non è che loro.”
P.S. Affermazioni del tipo “Ognuno ha i politici che si merita non saranno tollerate, io non mi sento rappresentato da una manica di cocainomani che prendono in un mese quanto almeno la metà di voi in un anno.

Presenta: previsioni su Roma
Un buon giorno a tutti i nostri lettori!
Per i prossimi cinque anni si prevedono tempi oscuri, con schiarite sporadiche durante i periodi di vacanza.
Le zone più toccate dal maltempo saranno quelle del Nord, dove si assisterà a picchi di razzismo ed oltranzismo xenofobo. Esenti da rovesci le zone oltreconfini, già pronte ad accogliere gli sfollati in specifici campi allestiti al Piccadilly di Bizzarone.
Per oggi è tutto, vi lasciamo ai programmi del Canale Nazionale
Epson vi augura una Buona Legislatura!!
Doll
questa settimana ti ho già scritto parecchio anche se non ho mai avuto la forza di inviarti le mie missive. Forse perchè poco era quello che avevo da dirti, forse perchè neppure sapevo se ti interessava starmi a sentire. Sta di fatto che mi ritrovo ancora qui, a battere sui tasti, chiedendomi il motivo per cui io lo stia facendo.Gli ultimi giorni sono trascorsi in leggerezza, con poco da fare, se escludiamo una delle eventualità più remote da collegare alla mia persona, tagliare i capelli.Ti chiederai cosa mi abbia spinto a prendere questa drastica decisione e la risposta è il vento, quello stesso vento che alle volte vedo scompigliarti i capelli e che mi provoca dolorose fitte allo stomaco, forse anche un po’ più sotto ma non è bello dirlo.Pensavo a quei tuoi ricci scomposti oggi, mentre scrivevo, e pensavo al fatto che sei, lontana da questo eremo in cui mi sono venuto a ritrovare. Sentivo i rumori del pase, steso nell’inerzia di un sabato sera qualunque, eppure mi compiacevo di quel senso grande di normalità e di conosciuto che riusciva a darmi. Tutto questo, ti chiederai? Forse meno. Ma è difficile separare pensieri e reale in certe ore del giorno.Termino qui la mia lettera, rassicurandoti, tutti stiamo bene e tutto continua come al solito.
Rispondimi presto.
B.J.
Sera…
Devo ammetterlo, sono indeciso. Da una parte devo subire il richiamo di “Oceano Mare”, che giace un po’ trascurato sul mio comodino e ogni tanto si fa sentire, dall’altra il pensiero che domani devo alzarmi e prendere il treno alle 7.04 mi impedisce qualsiasi attività cerebrale superiore. Il perchè una lezione di spagnolo debba iniziare alle otto e mezza è francamente un qualcosa di indiscutibilmente indeterminato, persino sadico a pensarci bene. Si combatte con il sonno fino ad arrivare a Milano, si scende potenzialmente più in coma di quando si è saliti e ci si ritova in un attimo in un’aula sperduta al quarto piano di Morozzo della Rocca, chiedendosi perchè si è arrivati in orario, tanto la prof non lo è mai. Questo fino a che si arriva in ritardo per una volta ed entrando si sente la dolce voce della signora Cuevas che, rivolgendosi alla tua stolida faccia da otto del mattino ti intima : “Viene aqui!”. Devo ammetterlo ho pensato mi volesse interrogare sul posto, o torturare con delle porzioni giganti di paella ma, giunto davanti al signorile scranno di cui ogni classe è adornata (leggi elegante giro di parole per definire una cattedra) mi sento dire: “Da oggi inizia un nuovo corso di spagnolo parallelo al nostro, al quinto piano. Se per cortesia puoi andare là.” Alla mia faccia sgomenta, che cercava gli occhi consolatori dei miei fedeli compagni di LdM – il corso è infatti interfacoltà – riprende: “Se è così tremendo puoi rimanere qui. La prof è più giovane e carina”. Tralasciando la mia risposta: “Allora ci vado”, sono cose che lasciano il segno e alle otto del mattino uno non dovrebbe sentirsi dire certe sconvolgenti affermazioni. Ci ho messo una settimana ad elaborare il lutto e nonostante questo domani mi ripresenterò nella stessa aula, sperando non abbia una memoria tanto fervida da rimandarmi al piano di sopra. L’indecisione si è risolta nel frattempo, e le pagine di Baricco sono sempre più vicine al mio sguardo astigmatico. Credo che leggerò un po’.












