Fu psicologia…
Per la legge secondo cui tutte le volte che ti segni di fare una cosa:
1. te la dimentichi
e/o
2. la fai ma tralasciando particolari di fondamentale importanza
è chiaro che partendo da Venegono Superiore alle 9.34 mai sarei riuscito ad arrivare in università alle 10.30 (ora in cui iniziava l’esame di psicologia). I fattori che concorrono a questa mia deduzione sono molti:
1. il treno ci mette 50 minuti buoni a raggiungere Cadorna
2. dieci minuti di ritardo sono come caffè e frutta dopo il secondo, la norma
3. le bestie fameliche attendevano di iscriversi all’esame probabilmente dalle 7 (niente di meglio da fare?)
Tutto ciò, unito al fatto che, di almeno un libro su due, il famigerato Cacciari (no non quel Cacciari), non sapevo nulla, è motivo sufficiente per spiegare il perchè del mio mal di stomaco fittizio. Quando ti rendi conto che ad interrogare sono in quattro cominci a chiederti da chi tu debba andare per non essere mandato via a calci.
L’eterno dubbio si palesa: assistente = stronza? professore = cazzo lui sa tutto di sicuro e io nulla?
Dopo alcune interrogazioni del prof, all’incirca attestate attorno alla mezzora, ti rendi conto che forse è meglio non essere chiamato da lui, soprattutto se guardi le facce di chi viene chiamato dal Baldi. Ho visto gente piangere e gente stropicciarsi eloquentemente le mani, senza pronunciare una sola parola (ehm…). Ma a che serve pensarci? Tanto hai davanti solo alcune ore di attesa, diciamo 7 per la precisione, perchè ora che ho finito erano le cinque passate!
Nonostante tutto alla fine vieni interrogato e l’assistente molto carinamente ti mette a tuo agio, non infierendo neppure troppo e mandandoti via con un 26 stiracchiato ma accettabile (chettelodico a ffare?).
E’ a quel punto che ti rendi conto che le anime piangenti che scendono dalla cattedra del prof, oramai stufo marcio, non hanno meno di 28, neppure se hanno fatto scena muta e ti mangi le mani fino hai polsi…
se vi state chiedendo come ho scritto quanto sopra, ho cinque bacchette cinesi infilate nel braccia che fungono da dita












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Master IT Blog » Fu psicologia…
15 Febbraio 2008 alle 12:51 pm
Ola!! guarda, io non me ne intendo molto di voti universitari, ma 26 non mi sembra poi tanto malaccio, no!?
Comunque i complimenti te li meriti lo stesso per aver aspettato tutto quel tempo come un bravo studente diligente che attende con fiducia il momento di venir chiamato a testare la sua magna facondia in quell’argomento!!
Bravo!! Ihih!!
That God taxi driver
Elia
15 Febbraio 2008 alle 3:13 pm
In effetti non è poi così male, soprattutto non pretendendo tutti 30…me stesso nei panni dell’Unicattino a spasso la saluta!
T-Monk
15 Febbraio 2008 alle 3:23 pm