.: Polvere di vento :.

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Archive for Dicembre 2007

Ricordi di un venerdì sera

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Stordito scrivo di me, di sè e di quello che non sarà. Sono fortunato, poichè ho cercato nella disinibizione il significato della sera, e l’ho trovata tra il freddo di cubetti di ghiaccio semisciolti. Un ronzio alle orecchie mi impedisce, e al contempo invita, a prendere sonno. Qualcosa è rimasto irrisolto. Cosa? Un lasciarsi non espresso, un ritrovarsi tra cieli che non sono i propri, ricordando a sè stessi desideri destinati a rimanere tali. Il conflitto divide te da me, e da lei. E nulla può. In bene, o in male, tutto è nelle mani di una sorte che cambiare e mi pare strano, perchè gracile rifugio di illusioni fattesi chimere ma perciò belle. Di che scrivi se non sai dove condurti? Ma so, poichè infatti è il nascondimento a dare senso al mio digitare. In ciò che celo è ciò che viene svelato, sembiante di un chè mai stato, in fin dei conti desiderato solo finchè tu ti sei rivelata, Cassandra fatale, mendace cantatrice di falsità. Ecco cosa. Il quid tanto cercato è nel tuo passare veloce, eppur lasciar traccia, di che non so. Motivo non lo so trovare, eppure forse è in questo il dilemma principale. Il voler lasciare eppur saper trovare ogni volta. Nulla è tanto ingrato.

Written by Corte

23 Dicembre 2007 alle 4:02 pm

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Written by Corte

23 Dicembre 2007 alle 2:55 pm

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2Pac – Until The End Of Time

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Written by Corte

19 Dicembre 2007 alle 5:53 pm

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Nel buio, ricordi

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Una serata trascorsa a parlare del più e del meno con un’amica, ritagliando cartoncini perchè è natale. Cartoncini d’auguri, tanti, che ogni ragazzo del catechismo potrà portare a casa, con una piccola frase che dice che, tutto sommato, non gli vogliamo così male. Poi il ritorno a casa, con la musica dalla nuova autoradio e qualche chilometro di troppo sopra il limite. Sento un’amica, trovandola euforica, in preda a quel senso di nauseante contentezza che ti deriva da una serata fuori dal normale. Un poco più solo, le rispondo da sotto le coltri del mio letto, abbandonando per qualche attimo il Machiavelli, che forse può aspettare. Penso a quel senso di unicità e solitudine che ti da la massa, quando un momento di socialità si trasforma in un piccolo incontro a due tra te e la musica che accompagna la tua esistenza, e credo di comprendere, per quanto i miei laconici messaggi non lo lascino intuire. Non è disinteresse, credimi, penso a te, ma sto scrivendo e non riesco a non farlo. Immagino i tuoi ricci un po’ scomposti illuminati dalla luna e riesco a intravedere un po’ del tuo sorriso in estasi, che trapela dal buio di una Milano assonnata. Cercherai la macchina, e chissà se sei una di quelle che ha bisogno di un po’ di silenzio per rivivere tutto nella tua testa, o se parlerai, condividendo i tuoi ricordi con assonnate amiche, affollando l’aria della macchina di dolci rimembranze. La ballerina danza ancora sul filo, là nella canzone che porti nei tuoi ricordi, e lo farà senza mai stancarsi, sempre con il sorriso sulle labbra, perchè sa di doverti questa gioia, di non potertela negare. Una stella cerca la sua collocazione nelle pesanti coltri del cielo autunnale, con il freddo che tenta di placare l’ardore della sua ricerca. C’è freddo nella piccola macchina che ti riporta verso casa e il senso di essere fuori dal mondo, là dove forse solo certe note possono saperti portare, da dove ritornare alla banalità è tanto più complesso quanto più necessario. Piccoli intervalli di cui terrai ricordi, attimi, istanti che fuggono, mentre le sette note si dispongono su pentagrammi di ordinaria follia. “Mi ha fatto ho messo via”, e non ho cuore di dirti che odio quella canzone, perchè so che mi detesteresti, preferisco lasciarti sola, a goderti il tuo ritorno a casa. Buona notte mia piccola fanatica, e scusa se questa volta scrivo di te…

Written by Corte

19 Dicembre 2007 alle 10:02 am

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Wrote This Night

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Un poco di natalizia magia. Di fianco al divano quell’albero che, fiocamente illuminato trasmette un sentore di festa, nello schermo della tv maschere di sogno si disciolgono per riunirsi in forme di essenziale minimalismo. Minutaglie percorse di elettricità febbrile, e segni di una giornata trascorsa in fretta. Ogni attimo un sospiro. E’ il tempo che tarda a farsi candido, l’attesa di fiocchi che cancellino le tracce. Tracce mancate che mi aiutino a sperdermi dentro sentieri di per sè invisibili, tangibili solo con l’immaginazione. Oggi ho corso, portando con me il calore di cuffie troppo basse per fare male. Sono salito e ridisceso, conducendomi su circuiti strani ed abituali, da lungo tempo troppo poco frequentati. Ho sentito melodie cupe e sfiancanti, archi e sintetizzatori, raggrumati elementi di una musica in stato di decomposizione. Il minimalismo dei fari nel buio mi ha condotto a suggestioni ibride, misto di sogni e film vissuti da spettatore. E mi sono ricondotto allo stato primigenio, sdraiato a battere i tasti, con un pino dalla vita fittizia eretto accanto a me, portatore di illusioni di bontà, e di certezze in rapido accostamento. Il freddo ha un suono in questi giorni. E la musica sa di asfalto percorso, a piedi o su quattro ruote, solo o con presenze variamente composite al mio fianco. Illusioni di piccole felicità sono assurte al ruolo di speranze concrete per qualche attimo, per poi essere stropicciate da visioni di concretezza. Sogni di scioperanti si sono infranti sulle barricate e piccoli uomini hanno visto la morte dei propri cari, ma non è la mia vita, non più, è la tavolozza che ha mischiato il rosso del sangue e il buio della notte, tratteggiando i profili del mio volto, e lasciandovi scorgere un che di un Blly Elliott già troppo rivisto.

Written by Corte

18 Dicembre 2007 alle 5:07 pm

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Mistaman – Parole

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Written by Corte

17 Dicembre 2007 alle 9:52 pm

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